Il piano regolatore

Nel 1942 fu emanata la nuova legge sul piano regolatore dei comuni. Il suo elemento innovatore è l’attenzione allo sviluppo sociale ed economico su scala territoriale, non solo come progettazione architettonica urbana. Sulla base della nuova norma l’architetto Domenico Filippone redige questa “Relazione allo studio preliminare del piano regolatore di Ravenna” (Ufficio del Genio Civile di Ravenna, busta 1266). A parere di Filippone occorre prestare particolare interesse per lo sviluppo della rete viaria allacciandola alle principali strade di collegamento con Bologna, Ferrara, Rimini e Venezia, salvaguardando allo stesso tempo il valore culturale e turistico del centro. Nel medesimo piano il tecnico si preoccupava anche di risolvere i problemi sanitari dovuti all’affollamento abitativo nelle zone a ridosso delle mura e nei borghi, riorganizzando contemporaneamente il sistema di circolazione interno alle mura della città, sempre nell’ottica di valorizzare la fruizione dei monumenti. Tuttavia la guerra era vicina: nel 1944 i bombardamenti subiti da Ravenna bloccheranno questi primi tentativi di ammodernamento infrastrutturale ed edilizio.

Il documento intitolato “Criteri informativi per lo studio del piano regolatore di Ravenna, con particolare riferimento alla zona centrale della città ed alla nuova stazione viaggiatori”, senza data e senza firma, è conservato nella medesima busta del Genio Civile, ed è corredato da alcune foto in bianco e nero di un accurato plastico della città. A parere dell’ignoto redattore, la stazione ferroviaria dei viaggiatori, dovrebbe essere traslata di fronte ai giardini pubblici, in modo da ottenere due risultati. Il primo è dare “maggior respiro” al “traffico della Darsena e dello scalo merci, oggi troppo a ridosso della stazione viaggiatori”; il secondo quello di donare “agli occhi del visitatore che arriva una visione quale poche altre città possono offrire”. Il dettagliatissimo modello ci fa immaginare quale sarebbe potuto essere l’aspetto della zona centrale fra la Darsena, i Giardini Pubblici, e la nuova Stazione Viaggiatori; un paesaggio urbano mai realizzato, rimasto solo come curiosità d’archivio.

La accurata documentazione prodotta dall’Ufficio del Genio civile e della Soprintendenza ai monumenti in occasione dei gravi danni subiti dalla città, ha consentito negli anni 50 la ricostruzione e la consolidazione, con rigore scientifico e filologico, di infrastrutture e monumenti.

In mostra: L’ingegnere capo del Genio Civile scrive al Prefetto nel gennaio del 1942 raccomandando per il prossimo piano regolatore una adeguata attenzione allo sviluppo delle linee di collegamento con il traffico nazionale (Ufficio del Genio Civile di Ravenna, busta 1266).