I danni di guerra

Tra l’aprile e il novembre del 1944 Ravenna subì numerosi bombardamenti che resero inutilizzabili la stazione ferroviaria e il porto. I danni maggiori riguardarono la zona fra la stazione, la tomba di Teodorico e Santa Maria in Porto; il Corso e San Vitale; e il Borgo san Biagio. Per preservare i monumenti furono messi in atto alcuni sistemi di protezione già utilizzati nel corso della Grande Guerra: sostegni in legno, sacchi di sabbia per nicchie e archi, e perfino strati di alghe marine per evitare gli incendi.

Ciononostante la chiesa di Santa Maria in Porto fuori fu completamente distrutta, così come la chiesa di San Vittore; i loro danni furono considerati talmente gravi da escludere un intervento di ricostruzione. San Giovanni Evangelista fu devastata nell’abside e nella parte anteriore, San Francesco fu lesionata nella navata sinistra e nella cappella polentana, Sant’Apollinare danneggiata nella copertura e nell’abside. Anche altre chiese subirono alcuni danni a seguito degli eventi bellici. I chiostri di San Vitale e di San Giovanni Evangelista furono in buona parte distrutti; fortunatamente i mosaici rimasero indenni.

I restauri monumentali furono lenti e faticosi, mentre si ridisegnò molto più rapidamente l’aspetto dell’abitato, forse grazie anche alla distruzione di quartieri che comunque sarebbero stati destinati ad una riqualificazione progettata con moderni criteri di ordinamento urbano.