Alla ricerca di Dante. I documenti danteschi dell’Archivio di Stato di Ravenna

Sabato 25 settembre l’Archivio di Stato di Ravenna inaugura la mostra documentaria intitolata “Alla ricerca di Dante. I documenti danteschi dell’Archivio di Stato di Ravenna” (a cura di Daniele Bortoluzzi e Dario Taraborrelli), realizzata con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna che si inserisce nell’omaggio della citta di Ravenna al sommo Poeta. Il nucleo espositivo è costituito da documenti coevi o di poco successivi alla presenza di Dante a Ravenna, concentrandosi in particolare sul cenacolo di intellettuali ravennati che ebbero con lui un legame, e proseguendo fino ad arrivare al Novecento con l’inaugurazione della “zona dantesca” della nostra città.

Il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato, oggi esposto in parte anche nella mostra “In su ‘l lito di Chiassi. Tesori danteschi nelle biblioteche e negli archivi di Ravenna” dell’Istituzione Biblioteca Classense, è stato oggetto di studio per la pubblicazione della “Guida alle fonti dantesche dell’Archivio di Stato di Ravenna” (Giorgio Pozzi Editore), corredata dalle schede di approfondimento dei documenti di argomento dantesco conservati presso l’Archivio di Stato di Ravenna.

La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta al pubblico dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Alle ore 10.00 saranno presenti i curatori per accompagnare i visitatori fra i documenti della Ravenna del XIV secolo e oltre. A tutti i presenti verrà data in omaggio la guida alle fonti dantesche.

La mostra sarà visitabile fino al 31 dicembre, previo appuntamento, nei giorni di apertura della Sala di Studio. L’accesso, nel rispetto delle norme di sicurezza previste per la prevenzione e il contenimento di SARS-CoV-2, facendo riferimento al documento Linee guida per l’accesso all’utenza nelle giornate di apertura straordinaria [PDF] disponibile nella pagina dedicata alla trasparenza, avverrà previa presentazione di un Green Pass in corso di validità.

Dantedì 2021 – Laura Pasquini, Le fonti iconografiche della “Commedia”

In occasione del Dantedì 2021 l’Archivio di Stato propone un contributo di Laura Pasquini, storica dell’arte medievale presso l’Università degli Studi di Bologna, dedicato alle fonti iconografiche della “Commedia” riconducibili ai mosaici tardoantichi di Ravenna. L’arte bizantina dei mosaici ravennati è stata ammirata da Dante in diverse occasioni della sua vita, ed ha contribuito ad ispirare numerose immagini del suo capolavoro; nel corso del suo intervento Laura Pasquini, autrice del recente studio “Pigliar occhi per aver la mente. Dante, la Commedia e le arti figurative”, ricostruisce il significativo rapporto fra gli uomini dell’epoca di Dante e le immagini, e analizza numerosi esempi tratti dal Paradiso e dal Purgatorio che mostrano il forte legame fra la poetica dell’Alighieri e il mosaico bizantino, entrambi caratterizzati dal problema della raffigurazione del divino.

Aperture straordinarie il 19 dicembre

Sabato 19 dicembre le sale di Studio dell’Archivio di Stato di Ravenna e della Sezione di Archivio di Stato di Faenza saranno aperte al pubblico in via straordinaria dalle ore 9.00 alle ore 13.00. L’accesso sarà tuttavia consentito previa prenotazione con le consuete modalità già previste per l’emergenza sanitaria in corso. Per prenotazioni e informazioni per la sede di Ravenna scrivere a as-ra@beniculturali.it, o telefonare allo 0544 213674 martedì e giovedì dalle ore 8.30 alle ore 17.00; per la Sezione di Faenza scrivere a as-ra.faenza@beniculturali.it o telefonare allo 0546 21808 il mercoledì e il venerdì dalle 8.30 alle 13.30. Nel caso di prenotazione via email, vi preghiamo di lasciare nel messaggio anche un recapito telefonico.

Con mano pubblica: mostra documentaria

In occasione della Domenica di Carta 2020, l’Archivio di Stato di Ravenna propone una mostra documentaria dedicata alla figura dei notai ravennati: Con mano pubblica. Scrittura, sigilli e storia dei notai ravennati dal Medioevo all’Età moderna.

Perché una nostra dedicata ai notai? Oggi ricorriamo alla figura del notaio in pochi casi, per eventi di grande rilievo come comprare una casa, fondare una società, o lasciare un testamento. Ma nei tempi passati accadeva molto più di frequente: bastava stipulare un affitto, assegnare un lavoro, stilare una dote per doversi rivolgere a questi professionisti della scrittura documentale. Per questo le loro carte, che l’Archivio di Stato di Ravenna conserva con documenti a partire dai primissimi anni del 1300, sono una delle fonti più ricche e richieste per lo studio della storia di una città e degli uomini e donne che la abitavano.
Sfogliando gli archivi dei notai, entriamo nelle case, visitiamo coltivazioni, mulini e porti, mercanteggiamo sul prezzo con pittori e scalpellini.

Il percorso avverrà nel rispetto delle norme per il contenimento dell’epidemia di Covid 19, facendo riferimento al documento Linee guida per l’accesso all’utenza nelle giornate di apertura straordinaria [PDF] disponibile nella pagina dedicata alla trasparenza.

Inaugurazione domenica 11 ottobre ore 9.30-13.00.

Nei giorni successivi la mostra sarà visitabile fino al 5 novembre su prenotazione il martedì e il giovedì dalle ore 8.30 alle ore 17.00.