La festa della Madonna Greca

Secondo la leggenda il Monastero di Santa Maria in Porto deve le proprie origini a Pietro  degli Onesti. Di nobile famiglia ravennate, sin dalla giovinezza si dedica alla vita ecclesiastica e si distingue per pietà, umiltà e penitenza, tanto da farsi chiamare “peccatore”. Nel 1080, amareggiato per il comportamento scismatico dell’arcivescovo Guiberto, si reca in esilio volontario in Terra Santa. Nel 1096, mentre rientra in patria, viene sorpreso in nave da una violenta tempesta, e fa un voto a Maria Vergine di erigere una nuova chiesa qualora si fosse salvato. Approda nei pressi del porto di Ravenna e si ferma nella piccola chiesa di S. Maria in Fossula. Qui inizia a costruire la nuova chiesa come
adempimento del voto. L’8 aprile 1100 nella domenica in albis Pietro e i suoi compagni stanno officiando la messa nella nuova chiesa quando dal mare appare miracolosamente l’effige della Madonna Greca. Diffusasi la notizia del miracolo, la Madonna Greca diviene
oggetto di culto, in grado di richiamare un gran numero di pellegrini, ragion per cui i canonici iniziarono la costruzione del Monastero.

Arte bizantina, Madonna Greca, bassorilievo marmoreo del IX secolo

I lavori del monastero iniziarono nel 1496 e nel 1503 i canonici lateranensi entrarono nel monastero cittadino, dove viene collocata la Madonna Greca.

Come leggiamo dal Giornale delle spese del 1772, per le celebrazione della festa della Domenica in Albis, i monaci comprano cibi, bevande, dolci, e pagano due scudi al “bombardiero per n. 100 razzi sparati ieri sera”. Fra le altre spese quelle per i musicisti, tra cui il famoso violinista Sirmen.


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